giovedì 11 febbraio 2010

Senza modello organizzativo, l’ente non evita la sanzione per i reati dei soggetti apicali

Con sentenza n. 36083 del 2009, la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva una Spa al pagamento di 50mila euro per aver ricevuto vantaggio dal reato di corruzione del quale era stato ritenuto responsabile il suo rappresentante legale.
Contro la sentenza del giudice di merito che gli aveva attribuito una “rimproverabilità” per non aver adottato un modello organizzativo idoneo ex decreto 231/2001, l’ente ha fatto ricorso cercando di sostenere una lettura del decreto 231 meno vincolante, in base alla quale il decreto stesso non avrebbe introdotto un obbligo all’adozione dei modelli, che invece costituirebbero solo una condizione esimente della responsabilità.
Di diverso avviso la Suprema Corte, la quale sostiene che grava sulla società l’onere di provare di avere adottato tutte le misure organizzative idonee a impedire la commissione di reati analoghi a quello verificatosi.
Dall’esame del decreto 231, infatti, scaturisce il principio di diritto secondo il quale l’ente che abbia omesso di adottare e attuare il modello organizzativo e gestionale non risponde del reato commesso dal suo esponente apicale soltanto nell’ipotesi in cui il reato è stato commesso dal soggetto nell’esclusivo interesse proprio o di terzi, senza alcun vantaggio per l’ente.

Modelli organizzativi vincolanti nelle società, di Giovanni Negri, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 9 febbraio 2010, pag. 31

lunedì 1 febbraio 2010

Per la prima volta regge davanti al giudice un modello organizzativo

Il Gip di Milano ha pronunciato (17 novembre) una sentenza con la quale ha escluso la responsabilità di un’importante società quotata per il reato di aggiotaggio informativo, in quanto la società stessa ha dimostrato di avere adottato un modello organizzativo considerato adeguato sulla base di quanto prescritto dal decreto 231/2001.

La sentenza può considerarsi storica, in quanto è la prima volta dall’entrata in vigore del decreto 231 che un ente riesce a “cavarsela” grazie al modello organizzativo adottato.

Nella fattispecie, la sentenza del Gip milanese mette in evidenza la tempestività con cui la società, fin dal 2003, ha adottato un modello organizzativo (improntato sulle Linee Guida di Confindustria) la cui efficacia è stata valutata tenendo presente la situazione precedente l’illecito e non il fatto che il reato sia poi stato commesso; è risultato inoltre decisivo il fatto che l’ente avesse definito una specifica procedura per i comunicati stampa.

Il modello 231 salva la società, di Giovanni Negri, in, Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 20 gennaio 2010, pag. 39

lunedì 14 dicembre 2009

Prima applicazione del decreto 231 per reati in materia di sicurezza sul lavoro

La recente condanna inflitta dal giudice monocratico di Trani, con sentenza del 26 ottobre 2009, alla "Fs Logistics" (società di logistica delle Ferrovie dello Stato) costituisce la prima applicazione del decreto 231 in ambito di sicurezza del lavoro.
L'ente è stato condannato ad una sanzione di quasi un milione di euro, per la tragedia del Truck Center di Molfetta dove nel marzo 2008 morirono 5 persone per le esalazioni di acido solfidrico sprigionatesei durante la pulizia della cisterna; 400 mila euro di pena pecuniaria sono invece stati inflitti a ciascuna delle altre due società coinvolte: la "Cinque Bio trans" e la "Truck Center Sas".
Si rimanda ad un maggiore approfondimento dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Sanzioni "231" per il lavoro, di Giovanni Negri, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, del 10 dicembre 2009, pag. 39

mercoledì 9 dicembre 2009

Provvedimento del Tribunale di Como

Lo scorso 13 novembre il Tribunale di Como ha applicato, per la prima volta nella città lombarda, il D.Lgs. 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Il fatto riguarda l’indebita percezione da parte di alcuni distributori di carburante delle somme relative alle riduzioni di prezzo alla pompa praticate agli aventi diritto, con conseguente ingiusto profitto a danno della regione Lombardia.
Il gip Valeria Costi, con decreto del 13 novembre 2009, ha ravvisato il reato di truffa aggravata con la conseguente responsabilità amministrativa della società, rea di non aver vigilato e adottato ogni provvedimento per evitare il verificarsi dell’illecito, stabilendo che il profitto derivante dal reato di truffa aggravata ai danni della Regione, commesso dal legale rappresentante di una società personale, legittima l’autonomo provvedimento cautelare del sequestro preventivo di una somma di denaro, in possesso della società, in quanto ne è consentita e obbligatoria la confisca in caso di condanna.
Con tale provvedimento, il Tribunale di Como richiama un principio secondo cui non occorre la prova della sussistenza degli indizi di colpevolezza, né la loro gravità, né il “periculum”, ma è sufficiente accertarne la confiscabilità una volta che sia astrattamente possibile assumere il fatto in una determinata ipotesi di reato ex D.lgs. 231/2001.

Nella truffa alla regione spazio alle sanzioni "231", di Silvio D'Andrea, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi mercoledì 2 dicembre 2009, pag. 39

lunedì 30 novembre 2009

Alfano annuncia sanzioni a carico degli enti anche per gli illeciti ambientali

Nel corso della sua audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, tenutasi qualche giorno fa, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha dichiarato che “il Governo vuole rafforzare il contrasto al crimine ambientale con l’inasprimento delle sanzioni per i trasgressori con l’introduzione della responsabilità delle persone giuridiche per i reati ambientali commessi a vantaggio di enti e società”. Per arginare, inoltre, il fenomeno delle “carrette di mare”, Alfano ha annunciato l’introduzione della responsabilità delle persone giuridiche anche in merito all’inquinamento provocato dalle navi.
Oltre che in un disegno di legge specifico, la nuova disciplina dovrebbe essere in parte tradotta anche all’interno della legge Comunitaria 2009 ancora in discussione in Parlamento.

Decreto 231 anche per i reati ambientali, di Giovanni Negri, in Il Sole 24 Ore, Norme e tributi 26 novembre 2009, pag. 35