martedì 12 luglio 2011

Inedita sentenza della Cassazione sulla responsabilità delle capogruppo

Con la sentenza n. 24583 del 20 giugno 2011, la Corte di Cassazione affronta per la prima volta il caso delle holding, stabilendo che anche la capogruppo può essere chiamata a rispondere ex decreto 231 per un reato commesso nell'ambito di una controllata.
Stabilisce però quali sono i requisiti perché ciò possa accadere: occorre che sia stato commesso un illecito tra quelli nella lista dei reati presupposto; è inoltre necessario che il reato sia stato commesso nell'interesse o vantaggio dell'ente; ancora, il reato deve essere stato commesso da una persona fisica che abbia con l'ente rapporti di tipo organizzativo-funzionale: il colpevole deve rivestire una posizione qualificata nell'organizzazione della persona giuridica ed è necessario che il soggetto che agisce per conto della holding concorra con il soggetto che commette il reato.

Holding soggette agli obblighi "231", di Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 9 luglio 2011, pag. 27.

venerdì 3 giugno 2011

Chiesta meno rigidità sui reati ambientali

Qualche settimana fa, il Governo ha licenziato un decreto legislativo, in recepimento di una direttiva comunitaria, che prevede un allargamento notevole del campo delle responsabilità delle aziende per il fatto illecito "ambientale" commesso dai propri dipendenti.
Decreto che è stato da subito criticato da Confindustria perché ritenuto troppo severo e penalizzante per le imprese.
Anche la commissione Giustizia della Camera si è allineata a questa posizione, esprimendo parere favorevole al testo subordinatamente ad alcune condizioni, chiedendo un ricorso al decreto 231 meno rigido e penalizzante per le imprese.
In particolare, secondo la Commissione l'allargamento della colpa aziendale è eccessivo, perché riguarda fattispecie di danno minimo (contravvenzioni penali e non solo reati) e anche reati di pericolo, come tali privi di "offensività" ambientale; da qui la richiesta di rendere il testo adeguato al principio di proporzionalità della pena.

Sui reati ambientali meno rigidità, di Giovanni Negri, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, del 3 giugno 2011, pag. 29.

giovedì 26 maggio 2011

Le truffe guidano i reati 231

Truffe ai danni dello Stato e indebita percezione di contributi pubblici. Sono il principale motivo di contestazione nei fascicoli aperti presso le Procure italiane in relazione all'applicazione del Dlgs 231/01 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. La quota sul totale delle notizie di reato tra il 2008 e i primi quattro mesi dell'anno è pari a circa il 34 per cento. Subito dietro ci sono i procedimenti avviati per corruzione e concussione (24,2%) e quelli per i reati connessi alla sicurezza lavoro. Quest'ultima voce registra un trend in aumento negli ultimi tre anni, così come i reati di ricettazione e riciclaggio (anche se in presenza di valori assoluti e relativi inferiori).

La truffe guidano i reati "231", di Andrea Maria Candidi e Giovanni Parente, Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 23 maggio 2011.

venerdì 6 maggio 2011

Critiche di Confindustria alla "231 ambiente"

Il decreto legislativo approvato dal Governo e in discussione in Parlamento che estende la responsabilità amministrativa delle società ai reati ambientali ha provocato una pesante critica da parte di Confindustria, in particolare a causa dell'estensione dell'ambito di applicazione degli illeciti ambientali anche a ipotesi che non presentano le caratteristiche previste dalle disposizioni comunitarie.
I punti criticati sono i seguenti:
  • la responsabilità delle imprese viene estesa anche per reati contravvenzionali e a numerose fattispecie di reato di pericolo astratto, cosa che la Comunità Europea non richiede;
  • la responsabilità è prevista anche per violazioni formali o di impatto trascurabile;
  • l'interdizione scatta anche nei confronti dei delitti i cui effetti lesivi sono da verificare.
Imprese contro la 231 ambiente, di Giovanni Negri, su Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 5 maggio 2011, pag. 37

mercoledì 27 aprile 2011

Responsabilità amministrativa anche per imprese individuali

Il decreto 231 si applica anche alle imprese individuali. Lo certifica la Corte di cassazione. E così la responsabilità amministrativa a carico degli enti per reati commessi dai dipendenti, a 10 anni dal suo debutto, conferma la sua forza espansiva. Sia sul piano normativo (sono in arrivo tra i reati presupposti anche quelli ambientali) sia su quello giurisprudenziale. La Cassazione, con sentenza depositata il 21 aprile, ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa di un'impresa individuale di Caltanissetta alla quale il tribunale del riesame aveva deciso di infliggere la sanzione interdittiva della revoca dell'autorizzazione alla raccolta e conferimento di rifiuti speciali. La misura era stata decisa nell'ambito di un procedimento penale per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di trattamento dei rifiuti.

Responsabilità amministrativa anche per imprese individuali, di Giovanni Negri, su Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 22 aprile 2011, pag. 33.

martedì 12 aprile 2011

Partita aperta su 231 e revisione

Partita ancora aperta per l'applicazione del decreto 231 alle società di revisione. E decisione il 23 giugno. La Corte di cassazione, con ordinanza n. 9027 dell'8 marzo, ha infatti rinviato alle Sezioni unite penali, che si pronunceranno tra meno di tre mesi, il verdetto sul persistere o meno della responsabilità amministrativa a carico degli enti di revisione per reati commessi da propri dipendenti.

Partita aperta su 231 e revisione, di Giovanni Negri, in Norme e Tributi, Il Sole 24 Ore, 10 aprile 2011.

venerdì 25 febbraio 2011

Stop delle società alla nuova 231

Riformare il decreto 231 sì, ma non così. E allora, prima che sia troppo tardi, ergo che il progetto sia approvato dal consiglio dei ministri, meglio fermarsi e riflettere. Con quest'obiettivo esce allo scoperto l'Assonime (l'associazione tra oltre 600 società di cui un centinaio quotate), che chiama in causa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. A pochi giorni dalla probabile presentazione in consiglio dei ministri (nella riunione dedicata esclusivamente ai temi della giustizia) del testo del disegno di legge di riscrittura del decreto 231 promosso da Arel e fatto proprio dal ministero, il presidente Assonime Luigi Abete ha scritto una preoccupata lettera ad Alfano.
Abete non usa mezzi termini e precisa che «l'esigenza di una riforma della disciplina 231 è da noi condivisa, ma è necessario un profondo ripensamento dell'intero impianto del decreto». La strada imboccata invece non va nella giusta direzione e lascia scoperti gravi rischi per le imprese. «Infatti – sottolinea Abete – le previste modifiche non solo non garantiscono alcuna certezza in termini di esenzione da responsabilità, ma possono condurre, nei fatti, a indagini sempre più invasive da parte del pubblico ministero e a un sindacato penetrante del giudice penale in merito all'organizzazione e gestione imprenditoriale». Continua

Stop delle società alla nuova 231, di Giovanni Negri, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 25 febbraio 2011

giovedì 3 febbraio 2011

Il decreto 231 taglia la parte civile

No alla costituzione di parte civile nei processi per accertare la responsabilità delle società in base a quanto previsto dal decreto 231. E pietra tombale, per esempio, sulle speranze dei risparmiatori traditi di poter ottenere per questa via un risarcimento per investimenti fallimentari. A chiarire la questione, sulla quale i giudici di merito si erano espressi sinora in termini contraddittori, è stata la Corte di cassazione con la sentenza n. 2251 della sesta sezione penale depositata il 22 gennaio. Continua

Di Giovanni Negri



martedì 1 febbraio 2011

La «231» sorveglia le Spa comunali

Ha dieci anni, un ruolo da protagonista e ora si allarga alle società di pubblico servizio. Assume sempre maggiore rilevanza la normativa sulla responsabilità amministrativa – o meglio, penale – dei soggetti collettivi prevista dal Dlgs 231/2001; infatti nel corso di questo periodo, è riuscita a divenire centrale nel nostro panorama giuridico nonostante una mancata attenzione e un approccio formalistico dei suoi destinatari. Continua

La «231» sorveglia le Spa comunali, a cura di Benedetto Santacroce e Luigi Fruscione, in Il Sole 24 Ore, Norme e Tributi, 31 gennaio 2011